Zambana nasce come stazione di transito lungo la via maestra: il fiume Adige.
Fino al 1850, infatti, e prima dell’inizio della ferrovia, il fiume rappresenta il fulcro dell'economia trentina.
Liberato dalla presenza paludosa dopo la regolarizzazione del corso del torrente Noce, nella seconda metà del secolo scorso, il paese viene investito e semidistrutto dalla grande frana caduta nel 1955.
Dichiarato inabitabile dalle autorità provinciali, il 19 aprile 1956 il paese viene e successivamente trasferito nella piana degli Aicheri, in un'area messa a disposizione dal Comune di Lavis, al centro della Valle dell’Adige, fra la strada statale 12 e l’autostrada A22 del Brennero, mantenendo un collegamento con il territorio originario mediante una striscia di terra che attraversa l'Adige e il Noce.
EtimologiaL’origine del nome è incerta, ma ha credito la spiegazione che vede una derivazione dall’appellativo trentino "zambel" (=pescaia), essendo stata un tempo zona paludosa e prima ancora lacustre. Nei decreti medioevali di investitura numerosi sono gli accenni ai “laghi di Zambana” e la pesca sembra essere stata allora una delle maggiori risorse del paese.
Zambanòti
1.624
38010
0461
M142
Santi Filippo e Giacomo