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CAMPO BASE PAGANELLA

Campo Base Paganella è una manifestazione voluta dall'Amministrazione comunale allo scopo di coinvolgere la popolazione di Zambana e tutti gli amici della Paganella in un lavoro di ricerca collettiva sulle possibilità di futuro sostenibile della montagna.
Una montagna al centro della provincia, che è patrimonio naturale e storico di tutti i trentini.

Un futuro sostenibile per la Paganella

La Paganella, anche nella cultura e nelle canzoni popolari di montagna, viene citata come un punto di riferimento essenziale. Una soglia dalla quale ammirare le cime più famose delle Dolomiti e di una parte significativa delle Alpi: la guglie, le crode, i ghiacciai che ancora resistono nonostante le trasformazioni del clima.
Queste pareti, a pochi passi dalla città, hanno segnato la storia dell’alpinismo. queste piste hanno plasmato una parte importante delle vicende dello sci, unendo in un destino comune una parte significativa della comunità trentina con gli abitati di Zambana, Fai, Terlago, Andalo e Molveno.
Dai Reti ai Romani, passando per il medioevo e l’età moderna, le economie della foresta e della campagna si sono unite in un’unica comunità retta da un’economia di sussistenza e di piccoli scambi commerciali con la città e la pianura.
La frana del 1956 interrompe questo rapporto millenario fra i zambanoti e la loro montagna. L’antico borgo viene abbandonato assieme alla funivia che aveva accompagnato, fin dal 1925, la prima epopea turistica della Paganella.
Zambana nuova è un’altra storia. I sentieri che conducono al monte vengono percorsi sempre di meno, la memoria degli antichi legami si allenta, il fondovalle diventa l’orizzonte entro il quale cercare un nuovo riscatto sociale ed economico. i consuma così il progressivo allontanamento, fisico e culturale, fra il paese e la sua montagna.
L’industria invernale non coinvolge la comunità di Zambana che pure e proprietaria della maggior parte dei terreni dove si realizzano i caroselli sciistici.
Dopo gli interventi degli anni '90 del secolo scorso, Zambana vecchia può tornare oggi a nuova vita e con essa il suo legame con la Paganella. Nel tempo dei non luoghi, dove tutto sembra piegarsi alla logica del profitto, gli spazi di un tempo e le vere tradizioni alpine vengono riscoperte e valorizzate.
Certo, la Paganella rimane uno spazio turistico che va ulteriormente qualificato, ma questa montagna è soprattutto un patrimonio naturale che si è conservato nel tempo; che va conosciuto, difeso, vissuto con rispetto.
Di fronte ai mutamenti che toccano da vicino il mondo del turismo invernale e soprattutto in considerazione del bisogno, sempre più diffuso, di spazi incontaminati e di una vacanza all’insegna della natura; ecco che la Paganella appare oggi come una proposta innovativa e concreta.
Un’idea di sviluppo sostenibile che può diventare realtà. A pochi passi dalle grandi arterie europee e dalle grandi città, questa montagna può rappresentare una risorsa da vivere e sviluppare con buon senso, lungimiranza e fiducia in un futuro che ponga la persona e il suo ambiente naturale al centro degli interessi pubblici e privati.

Ecco spiegata la missione di Campo Base Paganella.

 

CAMPO BASE PAGANELLA: La memoria

Edizione 2008: "In viaggio con il corpo e con la mente"

La più importante scoperta archeologica del periodo del Mesolitico, il rapporto dei diversamente abili con la montagna, l’emigrazione trentina in Argentina e il forte richiamo degli alpinisti per le montagne della Patagonia. Sono stati questi i temi principali della seconda edizione di “Campo Base Paganella”, la “due giorni” d’incontri culturali e di spettacolo, dedicata agli uomini e alla montagna svoltasi sabato 15 e domenica 16 novembre, presso il Teatro Comunale di Zambana.
La manifestazione, patrocinata dalla Provincia autonoma di Trento e organizzata dall’Amministrazione comunale di Zambana e da Ambiente Trentino, prevedeva un programma ricco di eventi e personaggi famosi. Si è partiti alle ore 10.00 di sabato con l’incontro, organizzato in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Provincia autonoma di Trento, dal titolo: “Quarant’anni dalla scoperta della ‘donna di ‘Vatte’. Riflessioni sulla scoperta, ai piedi della Paganella, della più nota sepoltura mesolitica in Trentino”. A presentare, il giornalista Rai di Trento Alberto Folgheraiter che, attraverso il contributo di filmati dell’epoca e degli interventi degli archeologi della Soprintendenza per i Beni archeologici della Provincia autonoma di Trento, Alberto Broglio dell’Università di Ferrara e Giancarlo Alciati dell’Università di Padova, ha fatto rivivere l’emozionante ritrovamento avvenuto, quarant’anni addietro, sotto un riparo roccioso nei pressi di Zambana vecchia.

Sabato pomeriggio, alle 16.00, il giornalista Gianfranco Piccoli e la scrittrice Chiara “M” hanno presentato l’altro appuntamento della giornata: il talk show “Montagna libera tutti. Salire oltre le barriere e i pregiudizi”. All’evento, organizzato con il coinvolgimento di numerose associazioni che promuovono e realizzano la frequentazione della montagna da parte di persone con disabilità sensoriali motorie e psichiche, sono intervenuti nomi famosi dell’alpinismo trentino che si occupano del rapporto tra montagna e diversamente abili, come Gianfranco Corradini, alpinista di Rallo disabile, autore di importanti ascensioni e protagonista di film di montagna, il presidente della SAT Franco Giacomoni e poi Alessandro Lutterotti, Ivo Tamburini, Dario Trentini, Enzo Dellantonio, Gianfranco Corradini, Giovanni Fedel. Interverrà anche l’alpinista himalayano Marco Confortola.

La giornata di sabato si è conclusa, in collaborazione con il TrentoFilmFestival, con la proiezione dei film “Patacorta”, di Elio Orlandi, “Cerro Torre, Ritmo Latino En La Cara Oeste”, di Ramiro Calvo e “Pensieri nel vento”, di Ermanno Salvaterra, vincitore della Genziana d’Oro C.A.I. 2003

Domenica 16 Novembre, alle 15.00, il “Campo Base Paganella” è entrato nel vivo dell’avventura con lo spettacolo “Dalla Paganella alla Patagonia. Talk show sui trentini in Patagonia. Storie di alpinismo, musica, emigrazione”. L’evento, pensato come un omaggio alla grande figura di Cesarino Fava, “l’emigrante” trentino che ha fatto scoprire le straordinarie montagne della Patagonia ai suoi amici alpinisti come Bruno Detassis, Cesare Maestri, Elio Orlandi, ha cercato di scoprire, attraverso le dirette testimonianze dei protagonisti, il perché la Patagonia ha esercitato e continua ad esercitare negli alpinisti trentini un richiamo quasi irresistibile. Ed è stato anche un omaggio a tutti gli emigranti della nostra regione che si sono trasferiti in Argentina in cerca di un lavoro e dei loro sogni, grazie al contributo dell’Associazione Trentini nel mondo e del giornalista Daniele Zambelli curatore di alcune interviste ad emigrati della nostra provincia.
La serata, con le musiche di Paolo Morelli e curata dal giornalista pubblicista Rosario Fichera con il sindaco di Zambana Michele Moser, Stefano Albergoni di Ambiente Trentino, Marco Pilati, Maria Luisa Pollan e Davide Lunel, è stata presentata dall’attore e regista Antonio Caldonazzi, del Teatro Stabile di Bolzano. Ospiti d’eccezione gli alpinisti Cesare Maestri, Elio Orlandi, Maurizio Giarolli, Rolando Larcher, Fabio Leoni, Franco Nicolini, Fabio Giacomelli, tutti nomi che, grazie alle loro imprese, hanno reso grande l’alpinismo trentino nel mondo.

 

Edizione 2007: "Escursioni tra storia, sentimenti e natura"

La prima edizione di campo Base Paganella si è svolta nel 2007 (sabato 17 e domenica 18 novembre) ed è stata organizzata dal Comune di Zambana in collaborazione con Ambiente Trentino (www.ambientetrentino.it) e la SAT (www.sat.tn.it).


Materiali scaricabili

  • "La cima più bella. Alpinismo in Paganella", le immagini e i testi della mostra storico-fotografica curata da Riccardo Decarli (Biblioteca della Montagna, SAT) [Scarica pdf 2MB]
 
 
 
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